Trifoglio rosso, un aiuto contro i disturbi della menopausa

di AnnaMariaCantarella Commenta

Tantissime donne sperimentano i disturbi dovuti alla menopausa, un momento fisiologico della vita di ogni donna che comporta piccoli fstidi dovuti ai cambiamenti ormonali causati dall’assenza del ciclo. Un valido aiuto contro i disturbi della menopausa lo si può trovare nei rimedi naturali, nella fitoterapia, e nel trifoglio rosso.


Insonnia, patologie cardiovascolari, colesterolo, osteoporosi, vampate, grazie ai fitoestrogeni è possibile ridurre tutti i fastidiosi sintomi connessi alla menopausa. Il trifoglio rosso infatti contiene degli ormoni naturali che possono essere assunti senza nessun rischio per la salute, anche per lungo tempo, a tutto vantaggio del benessere della donna.
I fiori del trifoglio rosso contengono i flavonoidi, alcuni derivati della cumarina e i glicosidi cianogenici.

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Il fitocomplesso della pianta è infatti caratterizzato da sostanze di natura isoflavonica: formononetina e biocianina, genisteina e daidzeina. La biocianina, nell’organismo, viene trasformata in genisteina che è uno dei fitoestrogeni a vantare il maggior potere antiossidante, addirittura tre volte superiore a quello della vitamina C. Inoltre il trifoglio rosso è ricco di calcio, cromo, magnesio, niacina, fosforo, potassio, silicio, tiamina e vitamina A, vitamina B-12, vitamina E, K e C.

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Grazie alle sue proprietà, il trifoglio rosso è in grado di alleviare i sintomi della sindrome premestruale come dolore al seno, gonfiore, nervosismo, ma è altrettanto utile per le donne in menopausa in quanto gli isoflavoni che contiene agiscono come gli estrogeni e quindi aiutano a contrastare i disturbi come vampate di calore, nervosismo e anche i sintomi depressivi. La dose consigliata per ottenere risultati apprezzabili nel caso di disturbi da menopausa è di 40-80 mg di isoflavoni.

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Il trifoglio rosso si può assumere tranquilamente in quanto non sono stati riportati effetti di tossicità, neanche dopo assunzioni prolungate. E’ però sconsigliato in tutti quei casi in cui si devono evitare effetti estrogenici, come nelle donne in gravidanza, nelle donne che soffrono di endometriosi o di fibromi all’utero. Inoltre bisogna fare attenzione alle possibili interazioni con altri farmaci, come gli estrogeni, i contraccettivi, gli anticoagulanti e gli antiaggreganti piastrinici. In ogni caso, per maggiore sicurezza, consultate il vostro medico per sapere se potete assumerlo con tranquillità.